Agosto 2015

Time-dependent antibacterial effects of the Self-Adjusting File used with two sodium hypochlorite concentrations
Flavio R.F. Alves, Bernardo M. Almeida, Monica A.S. Neves, Isabella N. Rocas, Jose F. Siqueira
(J Endod 2011; 37: 1451-1455)

Il raggiungimento di un adeguato grado di disinfezione nel sistema endodontico durante il trattamento canalare può essere condizionato dall’anatomia. In questo studio vengono presi in esame soprattutto i canali lunghi e ovali nel terzo apicale presenti mediamente nel 25% dei casi e con un picco maggiore del 50% negli incisivi inferiori e nei secondi premolari superiori. Questo può comportare un’insufficiente detersione sia utilizzando strumenti manuali che strumenti rotanti. Per evitare questo limite è stato messo a punto un nuovo strumento, il Self-Adjusting File (SAF) (ReDent-Nova, Ra’anana, Israel). Si tratta di uno strumento cavo e flessibile con superficie leggermente abrasiva capace di adattarsi alla sezione del canale e provvisto di un sistema a pompa che permette di fornire un flusso continuo di irriganti. Il protocollo prevede un utilizzo di 4 minuti per ogni canale. Sono stati utilizzati 25 denti umani estratti con le caratteristiche sopra indicate di cui 22 divisi in 11 coppie e ulteriormente divisi casualmente in due sottogruppi in base alla concentrazione di NaOCl utilizzato. Dopo l’apertura della camera pulpare e la determinazione della lunghezza di lavoro con un K file 20, i denti sono stati contaminati con Enterococcus faecalis,( 3 sono stati esaminati per confermare la contaminazione) e i rimanenti utilizzati nell’esperimento. Un campione iniziale è stato prelevato con coni di carta scelti in base alla lunghezza di lavoro, mantenuti nel canale per un minuto , trasferiti in provette contenenti 1 ml di soluzione fisiologica sterile e successivamente trattati per l’analisi batteriologica. A questo punto gli elementi sono stati preparati col sistema SAF usando NaOCl al 2,5% in 11 denti e NaOCl al 6% negli altri 11. Il manipolo dedicato esegue movimenti rotatori e di vibrazione. Ogni strumento è stato usato solo per un canale. Il tempo di strumentazione è stato sempre di 2 minuti per entrambe le concentrazioni di NaOCl e quindi, dopo le opportune preparazioni dei canali, è stato prelevato un campione. Successivamente è stato utilizzato il SAF per altri 2 minuti e quindi prelevati i campioni. Questa fase è stata ripetuta una terza volta per altri 2 minuti con relativo campione. La quantità totale di ipoclorito utilizzata è stata di 30 ml. I campioni ottenuti dopo 2, 4 e 6 minuti di preparazione con SAF sono stati opportunamente preparati , inserendo alla fine un k file 20 sterile precurvato fino alla lunghezza di lavoro. La precurvatura riguardava gli ultimi 3 millimetri in modo che si potesse eseguire un distacco del biofilm e detriti dentinali rimasti nei recessi prima sul versante vestibolare poi su quello linguale. Questa fase è stata ripetuta 3 volte con un movimento di trazione. I resti sono stati prelevati dal canale con coni di carta fino ad ottenere un’asciugatura completa. Quindi i coni di carta sono stati trasferiti in provette contenti 1 ml di soluzione fisiologica sterile e immediatamente elaborati. Con gli opportuni sistemi di analisi di laboratorio i campioni sono stati esaminati con l’obiettivo di confermare la presenza di E. faecalis in tutti i campioni positivi. In ogni campione sono stati valutati due parametri: qualitativo (cultura positiva vs cultura negativa) e quantitativo (numero di CFU).

Un’ analisi al SEM ha confermato la presenza di E.faecalis in tutti i campioni positivi. Successivamente sono stati divisi in ulteriori sottogruppi in funzione della concentrazione di NaOCl e del tempo di strumentazione. I risultati hanno evidenziato che il SAF operando a 2, 4 e 6 minuti ha sempre ottenuto una riduzione altamente significativa dei batteri rispetto ai campioni basali, indipendentemente dalla concentrazione di NaOCl. Ovvero, sia nel gruppo a 2,5% di NaOCl che in quello a 6% di NaOCl non sono state osservate differenze significative nell’analisi qualitativa sia comparando 2 minuti con 4 minuti, 2 minuti con 6 minuti e 4 minuti con 6 minuti.

Nell’analisi quantitativa nel gruppo con NaOCl al 2,5% 6 su 11 canali dimostravano culture positive dopo 2 minuti, 5 su 11 dopo 4 minuti e 2 su 11 dopo 6 minuti. Nel gruppo con NaOCl al 6% 4 canali su 11 dimostravano culture positive dopo 2 minuti, 2 su 11 dopo 4 minuti e 1 su 11 dopo 6 minuti.

Quindi i risultati complessivi hanno evidenziato che l’utilizzo del SAF per 6 minuti ha ridotto significativamente la conta batterica e l’incidenza di colture positive rispetto ai 2 minuti. Nessuna differenza significativa è stata osservata negli altri confronti.

Il presente studio in vitro è stato eseguito per valutare la capacità di preparazione chemiomeccanica utilizzando il sistema SAF per ridurre la presenza di E. faecalis all'interno di canali radicolari ovali lunghi dopo diversi intervalli di tempo e l'utilizzo di due concentrazioni NaOCl. L’analisi dei sottogruppi ha dimostrato che il sistema SAF è significativamente efficace nel ridurre le popolazioni batteriche anche dopo 2 minuti di funzionamento.

In un precedente studio è stato osservato che il SAF utilizzato per 5 minuti con NaOCl al 2,5% è stato significativamente più efficace rispetto agli strumenti rotanti. Il SAF ha diminuito la presenza di E. faecalis nel 80% dei campioni contro il 45% con strumenti rotanti a parità di concentrazione di NaOCl. Nel presente studio il protocollo di 4 minuti col SAF con NaOCl al 2,5% ha determinato il 54,5% di culture negative, ma i canali hanno ricevuto 1 minuto in più di sagomatura utilizzando anche EDTA come irrigante che può aver contribuito a queste differenze. Probabilmente EDTA alternato al NaOCl ha maggiore efficacia nella rimozione dello smear layer e dei detriti, ottenendo una detersione più profonda. Questa conclusione va avvalorata da ulteriori studi. Era evidente che quanto più il sistema SAF è stato utilizzato, maggiore era la sua efficacia, indipendentemente dalla concentrazione irrigante. Tuttavia, nessuna differenza statisticamente significativa è stata osservata quando si confrontano i differenti intervalli di tempo all'interno dei gruppi. Comunque il protocollo 6 minuti si è dimostrato significativamente migliore rispetto al protocollo 2 minuti in termini qualitativi e quantitativi.

La prevalenza complessiva molto bassa di colture positive dopo aver usato SAF per 6 minuti è paragonabile ai risultati di molti studi clinici che utilizzano medicazioni intermedie con idrossido di calcio. Sebbene si tratti di uno studio in vitro, i risultati utilizzando SAF per 6 minuti sulla riduzione di popolazioni batteriche sono incoraggianti. In questo studio è stato usato uno strumento per ogni canale, ma nella realtà clinica si dovrà tenere presente la possibilità di usura dello strumento e quindi la necessità di sostituirlo onde evitare incidenti dovuti alla separazione di un frammento di strumento.

Questo studio è in accordo con altri nell’osservare differenze significative tra le diverse concentrazioni di NaOCl per quanto riguarda l'efficacia anti- batterica all'interno del canale radicolare; infatti il numero di culture negative è direttamente proporzionale al tempo di utilizzo del SAF e alla permanenza del NaOCl. Va tenuto presente che in questo studio l’analisi riguardava il canale radicolare principale, mentre non includeva i tubuli dentinali e le ramificazioni.

L’elevata efficacia antibatterica del SAF può essere correlata alla sua capacità di ingaggiare una grande superficie delle pareti dei canali ovali e alla erogazione continua di irrigante fresco durante la preparazione. La migliore strumentazione dei recessi facilita l’accesso degli irriganti in profondità contribuendo alla rimozione del biofilm batterico. Tra l’altro con questa metodica il volume di irrigante, oltre alla sua permanenza nel canale, è decisamente maggiore. E il volume ovviamente aumenta in funzione del tempo di sagomatura. Tuttavia in uno studio precedente si è visto che esiste un punto di saturazione oltre il quale l’aumento di volume dell’irrigante non ha più effetto sull’eliminazione batterica. Ma è evidente come i risultati migliori in questo studio siano stati raggiunti dopo 6 minuti di utilizzo del SAF. Sarà necessario comunque condurre altri studi che confermino questi risultati.

 

 

 

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