Novembre 2016

Incidente da ipoclorito di sodio: una revisione sistematica
JOE 16-911

Maud Guivarc'h, DDS, MSc; Ugo Ordioni, DDS, MSc; Hany Mohamed Aly Ahmed , BDS, HDD (Endo), PhD; Stephen Cohen, MA, DDS, FICD, FACD; Jean-Hugues Catherine , DDS, MSc; Frédéric Bukiet, DDS, MSc, P 

L’estrusione di ipoclorito oltre apice, chiamata anche “incidente da ipoclorito” e una complicanza conosciuta che avviene raramente durante la terapia canalare. Questi eventi sono stati oggetto di case report pubblicati nel corso degli anni. Lo scopo di questo lavoro era condurre una revisione sistematica per identificare, sintetizzare e presentare una analisi critica dei dati disponibili.  Obiettivo successivo era proporre una presentazione standard per riportare l’incidente e sviluppare delle linee guida per i futuri case report.

Risultati: 40 articoli, corrispondenti a 52 casi sono stati selezionati tra quelli pubblicati tra il 1974 e il 2015. Sono state messe in evidenza quattro categorie principali di dati: informazioni generali e cliniche, segni e sintomi, gestione dell’estrusione, guarigione e prognosi. Tuttavia, i casi sono stati riportati sempre in maniera non sistematica e molte informazioni importanti spesso sono state omesse.

L’estrusione è spesso riportata in donne (44 su 52) e denti mascellari (41 su 52).  Il meccanismo è sostanzialmente legato alla tossicità dell’ipoclorito ma anche altri fattori come la concentrazione, il volume e la pressione possono esacerbare le conseguenze dell’estrusione. 

Pochi studi (30 su 52) indicano la concentrazione, e ancora meno (10 su 52) riportano il metodo di irrigazione, la forma dell’ago, la capacità della siringa. Ipotesi su potenziali fattori favorenti erano presenti solo su 29 studi: apici aperti, perforazioni non diagnosticate, impegno dell’ago, vicinanza seno mascellare possono aver facilitato l’estrusione di NaOCl.

Le manifestazioni sono: dolore acuto (42 su 52) anche se presente l’anestesia, emorragia profusa dal canale (17 su 52),  gonfiore (49 su 52). Sintomi successivi, nell’arco di ore e giorni, sono ematoma faciale (30 su 52) necrosi mucosa e ossea (15 su 52) difetti neurologici (17 su 52).

Il trattamento proposto è palliativo e protettivo: infiltrazione di anestetico, irrigazione canalare con fisiologica, ghiaccio il primo giorno, impacchi caldi nei giorni seguenti. I farmaci prescritti sono analgesici (paracetamolo insieme a ibuprofene), antibiotici se rischio di diffusione di infezione, e cortisonici.

La guarigione avviene di solito in qualche settimana.

Scarica report per rilevazione del case report.

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