Aprile 2017

The Butterfly Effect: An Investigation of Sectioned Roots
L’Effetto “Butterfly”: studio su sezioni radicolari.

Assil A. Russell, Nicholas P. Chandler, Catharina Hauman, Amna Y. Siddiqui, Geoffrey R. Tompkins.

 J Endod 2013;39:208–210.

 

L’Effetto Farfalla o “Butterfly” (EB) è stato per la prima volta osservato e documentato su sezioni di radici umane da Beust nel 1931 (Beust TB. Reactions of the dentinal fibril to external irritation. J Am Dent Assoc 1931;18:1060–73.). Successivamente il fenomeno ottico che si verifica su sezioni trasversali di denti umani estratti è stato studiato in un esiguo numero di lavori scientifici, ed è stato attribuito al grado di sclerosi dei tubuli dentinali che si verifica in modo non omogeneo se viene paragonata la direzione bucco-linguale e quella mesio-distale. Non è chiaro il motivo per cui la dentina maggiormente sclerotica sia più translucente, tuttavia si pensa che maggiore sia il numero e la dimensione dei tubuli dentinali maggiore sia la rifrazione della luce, cosicché la dentina sclerotica risulti essere più difficilmente attraversata dalla luce. La dentina in direzione mesio-distale sembra essere più opaca per il probabile minor numero e dimensione dei tubuli dentinali, viceversa quella in senso bucco-linguale sembra essere più vetrosa e translucente per il minor grado di sclerosi, con un possibile aumento di numero e dimensioni dei tubuli stessi.

Lo scopo dell’articolo qui analizzato è stato quello di osservare e confrontare la densità tubulare su sezioni radicolari in senso bucco-linguale e mesio-distale, e di correlare questo dato alla presenza dell’effetto “Butterfly” (EB), al livello della sezione radicolare (coronale, media o apicale) e all’età del paziente.

30 elementi dentari monoradicolati provenienti da 3 diversi gruppi di età (15/24; 25/44 e oltre 45 anni) sono stati sezionati a 10 livelli in senso apico-coronale con tagli effettuati ortogonalmente all’asse del canale ogni 1mm. Le sezioni ricavate aventi spessore di 1 mm sono state osservate al microscopio ottico (10x) da due diversi operatori a doppio cieco, per verificare la presenza dell’EB. Dopo questa prima osservazione sono state selezionate 2 sezioni per ogni livello di taglio relative ad ogni gruppo di età analizzato, appartenenti alle radici che avevano dimostrato possedere l’EB e 2 ulteriori sezioni delle radici che non avevano dimostrato possedere questa caratteristica. Le sezioni trasversali sono state ulteriormente sezionate in senso bucco-linguale e mesio-distale con tagli passanti per il centro del canale radicolare. I campioni così ottenuti sono stati preparati per l’osservazione al Microscopio Elettronico a Scansione (SEM). E’ stata quindi calcolata la densità dei tubuli dentinali (N° x mm2) nei due tagli effettuati e messa a confronto appaiato tra sezioni effettuate sullo stesso campione (Student’s t test con a = 0.05) e su livelli contigui.

I risultati dell’esperimento effettuato hanno dimostrato che quando l’EB è presente si estende per tutta la lunghezza della radice senza nessuna differenza tra le zone coronali, medie e apicali. Inoltre la densità tubulare nei campioni in cui si è riscontrato l’EB è quattro volte inferiore (P < 0,05) nel senso mesio-distale (mediamente 12.605 mm-2) rispetto a quella riscontrata in senso bucco-linguale (mediamente 45.348 mm-2), viceversa la densità tubulare negli elementi di controllo in cui non si era osservato l’EB è risultata essere simile nelle due direzioni di osservazione. Queste differenze sono state omogenee nei tre gruppi di età analizzati, e non è emersa nessuna correlazione tra la presenza dell’EB, la densità tubulare e l’età dei soggetti da cui i campioni provenivano.

Le osservazioni effettuate dagli Autori del presente articolo non erano mai state effettuate in precedenza, e dimostrano in modo consistente e statisticamente significativo sul campione analizzato che oltre alla sclerosi dei tubuli anche la loro densità è responsabile dell’EB. Osservazioni simili erano state effettuate in studi condotti con infiltrazione di coloranti. Anche negli studi precedenti non era stata riscontrata una correlazione con l’età del campione analizzato, mentre l’EB era risultato maggiormente presente in elementi dei settori latero-posteriori. Le implicazioni della presenza di questa caratteristica o meno possono essere interessanti clinicamente da vari punti di vista. In campo restaurativo è stato dimostrato come la densità dei tubuli dentinali possa influenzare le performances di diversi tipi di adesivi smalto dentinali e di cementi deputati all’adesione intracanalare. Un altro possibile risvolto clinico può essere correlato con la presenza di ipersensibilità dentinale, classicamente osservabile nelle aree buccali; si potrebbe ipotizzare una possibile associazione dell’EB con il riscontro di ipersensibilità dentinale in alcuni pazienti, ma questo non è ancora mai stato dimostrato scientificamente. Tuttavia la maggior importanza della densità tubulare appare essere correlata con le caratteristiche biomeccaniche del complesso radicolare. E’ stato infatti dimostrato che una minore densità tubulare è associata ad una minore resistenza agli stress tensili del tessuto dentinale (Mannocci F, Pilecki P, Bertelli E, Watson TF. Density of dentinal tubules affects the tensile strength of root dentin. Dent Mater 2004;20:293–6.); inoltre è statisticamente significativo il maggior numero di microcracks completi e incompleti (craze-lines) e fratture radicolari che si osservano in senso bucco-linguale nella quasi totalità degli studi presenti in letteratura, osservazione che potrebbe essere messa in relazione alle caratteristiche biomeccaniche della dentina in queste aree.

Le variabili che determinano l’effetto “Butterfly” (EB) solo in alcuni elementi dentari e in alcuni pazienti non sono ancora conosciute e le ipotesi eziologiche possono essere di svariato tipo, il fenomeno è stato studiato in modo ancora superficiale ma potrebbe avere risvolti clinici molto importanti, si impone quindi un approfondimento scientifico dell’eziologia e delle possibili implicazioni dell’EB nella letteratura dei prossimi decenni.

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