Giugno 2017

Histological evaluation of mineral trioxide aggregate and enamel matrix derivative combination in direct pulp capping: An in vivo study

Indira Priyadarshini Bollu, L. Deepa Velagula, Nagesh Bolla, K. Kiran Kumar, Archana Hari, and Jayaprakash Thumu

J Conserv Dent. 2016 Nov-Dec; 19(6): 536–540.
doi: 10.4103/0972-0707.194031
PMCID: PMC5146769

L’incappucciamento vitale della polpa è argomento discusso da moltissimi anni ed i due materiali che rappresentano ad oggi il gold-standard sono l’idrossido di calcio e l’MTA.
Vi sono però problemi che ancora non sono stati risolti quali la presenza di tunnel all’interno del bridge dentinale, frequenti fenomeni di obliterazione a livello della camera pulpare e dei canali radicolari, la degradazione del materiale da incappucciamento dopo la mordenzatura acida, la difficoltà di adesione sui materiali stessi.
Due sono gli obiettivi di questi studi: il primo è quello di individuare istologicamente la risposta delle cellule pulpari all’MTA ed all’EMDOGAIN, il secondo è quello di valutare la capacità dell’Emdogain di stimolare le cellule mesenchimali alla differenziazione odontoblastica in modo da fungere da agente biologicamente attivo per la formazione dentinal bridge.
In 60 premolari sani in soggetti di età compresa fra i 15 ed i 25 anni da estrarre per motivi ortodontici venne eseguita una esposizione pulpare di 1- 1,5 mm e, dopo aver ottenuto l’emostasi con una soluzione salina, la polpa è stata incappucciata con MTA, EMD e con la combinazione dei due: i campioni furono poi analizzati istologicamente a 15 e 45 giorni.
Dopo l’estrazione gli elementi sono stati fissati, sono state eseguite sezioni di 4 micron e colorati con ematossilina ed eosina: la valutazione venne eseguita secondo i criteri di Cox.
 Il grado di infiammazione fu suddiviso in 4 livelli:

1 -  assenza di infiammazione
2 – rare cellule infiammatorie < 10 cellule
3 – infiammazione severa : le lesioni consistono in ascessi o caratterizzati da un Infiltrato molto denso che coinvolge almeno 1/3  della polpa coronale
4 – polpa completamente necrotica

Le caratteristiche del dentinal bridge invece sono state classificate secondo 3 gradi:

1 – presenza di un ponte calcificato direttamente in contatto con la medicazione
2 – presenza di un bridge dentinale distante dalla medicazione
3 – assenza di dentinal bridge.

VALUTAZIONE ISTOLOGICA

I campioni trattati con l’MTA mostrano sottili fasci di fibre collagene, dilatazione dei vasi, neoformazioni di odontoblasti con moderata presenza di infiltrato infiammatorio ed un sottile ponte calcificato dopo 15 giorni. Dopo 45 giorni i campioni con MTA mostrano la formazione di uno spesso ponte dentinale senza alcun infiltrato infiammatorio.
I campioni trattati con EMD a 15 giorni mostrano fasci di fibre collagene e dilatazione vasale con aree di materiale calcificato. Dopo 45 giorni sono presenti zone calcificate al di sopra del pavimento della camera pulpare con la proliferazione di nuovi vasi. Dopo 15 e 45 giorni è altresì presente inoltre un infiltrato infiammatorio cronico con predominanza di linfociti di grado da moderato a grave.
I campioni trattati con la combinazione di MTA e EMD mostrarono la formazione di nuovi odontoblasti, di fibre collagene e di nuovi vasi con aree di calcificazione già dopo 15 giorni. Dopo 45 giorni inoltre si osservava un importante strato di odontoblasti e di numerose fibre collagene, erano inoltre presenti varie aree di calcificazione all’interno della camera pulpare.

DISCUSSIONE

In questo studio l’analisi istologica dei campioni ha confermato quanto già dimostrato da altri studi clinici e cioè che la bioattività dell’MTA induce la formazione precoce di un dentinal bridge associato ad una moderata e transitoria infiammazione con produzione di grow-factor B1.  Risulta anche sensibilmente ridotto il numero di tunnel all’interno del tessuto calcificato che presenta anche uno spessore maggiore.
L’utilizzo dell’EMD, materiale che in parodontologia ha mostrato grandi capacità di rigenerazione parodontale, in questo studio, quando usato da solo, ha prodotto dei ponti dentinali sottili ed irregolari associati ad un importante infiltrato infiammatorio: ciò sembra essere dovuto al contatto diretto dell’acido acetico contenuto nell’EMD con la polpa esposta.
Un ottimo risultato lo si è invece ottenuto con l’utilizzo della combinazione di MTA con EMD: in tali campioni si è infatti osservato un ponte dentinale spesso, senza tunnel ed un infiltrato infiammatorio pressochè assente o molto moderato.
Tale combinazione sembra favorire maggiori livelli di fosfatasi alcalina, aumento dei livelli di DSP e delle scialoproteine BSP, due proteine che vengono sintetizzate durante l’odontogenesi secrete nella matrice cellulare.
Secondo gli autori quindi MTA e EMD hanno un’azione sinergica nell’indurre la formazione di una barriera calcifica associata ad una minima se non nulla risposta infiammatoria.
Ovviamente ulteriori studi dovranno essere eseguiti per approfondire questa conclusione.

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