Settembre 2017

Accettazione della diga di gomma da parte dei pazienti trattati da operatori pre- e post-laureati

Rubber dam acceptance by patients treated by undergraduate and postgraduate students

Fragouli, Eirini P.; Petridis, Xenos M.; Georgopoulou, Maria K. Endodontic Practice Today. 2016;10(2): 95-103.

 

Introduzione
La diga di gomma, nota dal 1864, offre numerosi vantaggi per il paziente e per l’operatore (campo operatorio asciutto, isolato e disinfettato, protezione da infezioni crociate, protezione da ingestione/inalazione di corpi estranei, protezione legale per l’odontoiatra, e così via), tanto da venir considerata standard of care in odontoiatria conservativa ed in endodonzia, ed il suo uso raccomandato nelle Linee Guida delle principali Società Scientifiche (ESE e AAE). Nonostante ciò, la diga di gomma non è utilizzata di routine ed il motivo non è chiaro.

Fra le ragioni comunemente riportate in letteratura per il non uso di questo dispositivo spicca la mancanza di consenso da parte dei pazienti. Gli scopi del presente articolo sono:

  1. Rilevare in modo oggettivo l’opinione dei pazienti riguardo alla loro esperienza della diga di gomma;
  2. Valutare l’influenza di alcuni fattori personali e clinici sull’opinione dei pazienti.

Materiali e metodi
E’ stato approntato un semplice questionario con undici domande secondo precedenti modelli presenti in letteratura integrate da altri quesiti ritenuti pertinenti dagli Autori. Fra le informazioni richieste figuravano:

  • Età e sesso
  • Precedenti esperienze con la diga
  • Esperienza attuale
  • Comprensione dei vantaggi offerti con l’uso del dispositivo
  • Preferenza per l’utilizzo futuro.

Ulteriori dati clinici rilevati erano:

  • Categoria del dente trattato (ant/post)
  • Tempo richiesto per l’applicazione
  • Durata totale della seduta

I questionari sono stati distribuiti a pazienti sottoposti a terapia endodontica nella Scuola di Odontoiatria dell’Università degli Studi di Atene e compilati in maniera anonima al termine del trattamento canalare. I pazienti, opportunamente informati, sono stati suddivisi in due gruppi: uno trattato da studenti dell’ultimo anno, l’altro da studenti laureati. I dati tecnici e clinici erano raccolti da un supervisore della Scuola.

In totale sono stati compilati 116 questionari da entrambi i gruppi. I dati sono stati elaborati mediante una complessa analisi statistica impiegando exact tests e univariate and multivariate ordinal logistic models.

Risultati
Sono stati coinvolti 116 pazienti, 71 di sesso femminile e 45 di sesso maschile. Nel 77,6% dei casi il parere è stato favorevole all’utilizzo futuro della diga, mentre il 7,8% dei pazienti ha espresso parere contrario. Sono state rilevate differenze nel tipo di gradimento fra i pazienti dei due gruppi (studenti/laureati) ma non è stato possibile individuare una chiara tendenza. La preferenza non pare influenzata dal grado di esperienza dell’operatore, né dall’età del paziente né dalla categoria di dente trattato.

Appare invece significativo il trend verso una preferenza positiva all’uso futuro della diga quando il paziente ha avuto un’esperienza effettiva confortevole (P<0,001).

Precedenti esperienze con la diga non sembrano influenzare il giudizio ma i pazienti abituati all’uso della diga esprimono una più elevata preferenza all’uso futuro.

Non sono state rilevate differenze significative fra i due gruppi riguardo al tempo di applicazione. Tuttavia, maggiore è il tempo richiesto per l’applicazione, peggiore è l’esperienza del paziente e meno positivo il giudizio sull’uso futuro.

La durata totale dell’applicazione non mostra differenze significative fra i due gruppi (P > 0.05) ma nel complesso una lunga seduta corrisponde spesso ad un’esperienza negativa ed a un giudizio sfavorevole sull’uso futuro.

I fattori associati ad un’esperienza corrente negativa dei pazienti sono stati analizzati in modo indipendente con un’analisi multivariata ed è risultato che:

  1. Un minuto in più nel tempo impiegato per l’applicazione aumenta del 29,2% la probabilità di avere un’esperienza corrente meno confortevole;
  2. Dieci minuti in più nella durata del trattamento aumentano rispettivamente del 22,9% (studenti) e del 139,9% (laureati) la probabilità di avere un’esperienza corrente meno favorevole.
  3. Quando la durata della seduta era compresa fra 65 e 120 minuti non si registravano differenze statisticamente significative fra i due gruppi (P > 0.05).

 L’analisi multivariata è stata applicata anche al giudizio sull’uso futuro, ed è emerso che tanto più positiva è stata l’esperienza corrente tanto più favorevole il giudizio sull’uso futuro e viceversa.

Discussione
Nonostante l’uso della diga sia considerato il gold standard, numerosi studi in letteratura ne evidenziano una drastica riduzione nel post-laurea presso gli odontoiatri generici che adducono a motivo il parere sfavorevole dei pazienti nei confronti del dispositivo. Il presente studio, al contrario, dimostra chiaramente che nel complesso la maggior parte dei pazienti (77,6%) ha avuto un’esperienza effettiva confortevole e risulta favorevole all’uso futuro della diga mentre soltanto il 7,8% è sfavorevole. Risulta evidente un’associazione positiva fra esperienza corrente e preferenza futura (P<0,001) sia nei pazienti trattati da studenti che in quelli trattati da laureati.

L’età dei pazienti e la categoria di denti trattati non sembrano influenzare statisticamente i risultati.

La probabilità di avere una risposta meno favorevole circa l’esperienza corrente e di conseguenza l’uso futuro era tanto più elevata quanto maggiore era stato il tempo richiesto per l’applicazione. La probabilità di avere un esito meno favorevole aumentava con l’aumentare della durata totale della seduta.

Questi dati concordano con i risultati di altri studi presenti in letteratura.

In questo studio non sono state evidenziate differenze statisticamente significative fra studenti e laureati riguardo al tempo di applicazione e durata totale della seduta. Ciò in contrasto con lo studio di Stewardson e McHugh (2002) nel quale il gruppo degli studenti aveva registrato un maggior tempo di applicazione e maggior durata della seduta, facendo emergere che l’esperienza dell’operatore influenza il giudizio del paziente. Gli Autori attribuiscono questa differenza a motivi organizzativi della scuola universitaria che impone orari di durata degli appuntamenti rigidi e uguali per entrambi i gruppi di operatori.

 

Conclusioni
L’evidenza suggerisce un atteggiamento generalmente positivo dei pazienti verso l’impiego della diga di gomma.

Non sono state rilevate differenze statisticamente significative sulla base dell’esperienza dell’operatore riguardo al giudizio attuale e alla preferenza futura del paziente.

Tanto maggiore è il tempo impiegato per l’applicazione della diga e per la terapia canalare, tanto più sfavorevole è l’accettazione.

Un’esperienza corrente positiva influenza positivamente la preferenza futura del paziente.

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