Dicembre 2017

The Incidence of Second Mesiobuccal Canals Located in Maxillary Molars with the Aid of Cone-beam Computed Tomography
Incidenza del secondo canale mesio-vestibolare nei molari superiori con ausilio di Cone Beam CT

Ben Studebaker, Lars Hollender, Lloyd Mancl, James D. Johnson, Avina Paranjpe.

J Endod 2017 in press; doi: 10.1016/j.joen.2017.08.026.

Il reperimento del secondo canale nella radice mesio-buccale (MB) dei molari superiori è un problema comune in endodonzia nonostante l’avanzamento tecnologico, infatti questi elementi sono tra quelli con il maggior numero di fallimenti (Shah M, Patel P, Desai P, Patel JR. Anatomical aberrations in root canals of maxillary first and second molar teeth: an endodontic challenge. BMJ Case Rep 2014; http://dx.doi.org/10.1136/bcr-2013-201310). In letteratura è riportata un’incidenza del secondo canale nella radice MB che varia dal 37% al 97%, i mezzi utilizzati nelle indagini epidemiologiche ed anatomiche sono stati svariati, alcuni applicabili solo in vitro (sezione, microCT, analisi istologiche) altri anche in vivo, e quindi utilizzabili clinicamente (microscopia intraoperatoria, coloranti, endoscopia). In questo articolo si è investigato su quale potesse essere l’influenza di esami Cone Beam CT (CBCT) sul reperimento del secondo canale (MB2) nella radice mesio buccale (MB) di molari superiori. L’ipotesi nulla dello studio era che l’incidenza di reperimento del canale MB2 fosse uguale laddove l’operatore avesse o meno visualizzato una CBCT all’inizio del trattamento.

Un campione di 886 casu di trattamento e ritrattamento di primi e secondi molari superiori effettuati utilizzando il microscopio operatorio sono stati analizzati in maniera retrospettiva. Nei trattamenti primari il canale MB1 era stato reperito nel 99,7% dei casi e l’MB2 nel 55,8% dei casi. In particolare l’MB2 era presente nel 61,9% dei primi molari e nel 37,7% dei secondi molari superiori per i trattamenti primari e nel 72,8% e 42,9% rispettivamente dei ritrattamenti di primi e secondi molari superiori, con una più alta incidenza con significatività statstica nei ritrattamenti rispetto ai trattamenti primari.

Nell’ambito dei casi totali in cui si era reperito MB2 si era dovuto ricorrere all’utilizzo di “deep troughing” con punte a ultrasuoni nel 14,2% dei casi e la CBCT era stata cruciale nel 11,7% dei casi. La presenza di restauri protesici nel momento del trattamento non ha influenzato in modo statisticamente significativo la frequenza di reperimento di MB2 in primi e secondi molari superiori. La presenza di un esame CBCT all’inizio del trattamento ha avuto un impatto significativo sulla frequenza di reperimento dell’MB2, quando la CBCT era presente all’inizio del trattamento infatti si è avuta una frequenza di localizzazione del 76% mentre quando la CBCT non era stata effettuata la frequenza era del 54,5%, con un trend simile anche nei ritrattamenti degli stessi elementi. È’ interessante sottolineare come per i ritrattamenti nel 81,6% per i primi molari e nel 89,3% per i secondi si erano reperiti MB2 non precedentemente trattati nel trattamento primario, confermando come il mancato trattamento degli MB2 sia una delle maggiori cause di fallimento per i molari superiori.

Recentemente le Position Statement dell’American Association of Endodontics e della American Academy of Oral and Maxillofacial Radiology (Special Committee to Revise the Joint AAE/AAOMR Position Statement on use of CBCT in Endodontics. AAE and AAOMR Joint Position Statement: use of cone beam computed tomography in endodontics 2015 update. Oral Surg Oral Med Oral Pathol Oral Radiol 2015;120:508–12) ha attribuito alla CBCT una grande importanza nel reperimento di canali e anatomie di difficile reperimento, seppur non considerando questo tipo di esame come lo standard per ogni trattamento se ne consiglia l’utilizzo laddove ci siano dei dubbi sulla presenza o meno di un canale, evento abbastanza frequente durante la localizzazione dei secondi canali nella radice buccale dei molari superiori.

Le percentuali di canali MB2 reperiti nei molari superiori del presente studio è tendenzialmente minore se paragonata ai risultati ottenuti in altri studi in cui a volte si arriva a percentuali maggiori del 95%; questo può essere dovuto al campione molto esteso che questo studio retrospettivo ha contemplato, ma soprattutto al fatto che si trattasse di uno studio clinico, in cui seppure siano stati usati tutti i mezzi tecnologici oggi a disposizione (CBCT e Microscopio operatorio), la prevalenza in genere risulta essere comunque minore di altri studi effettuati in vitro. Le percentuali di altri studi realizzati nelle stesse condizioni sono, infatti, abbastanza vicine a quelle registrati dagli Autori (Baratto Filho F, Zaitter S, Haragushiku GA, et al. Analysis of the internal anatomy of maxillary first molars by using different methods. J Endod 2009;35:337–42); queste sono sempre inferiori alle percentuali di riscontro con altri tipi di analisi in vitro. L’ipotesi nulla dello studio è stata quindi rigettata, in quanto la visualizzazione di CBCT pre-operatoria o intra-operatoria ha aumentato l’incidenza di reperimento di MB2 in molari superiori, sia nei trattamenti primari che nei ritrattamenti.

In conclusione dai dati emersi dal presente lavoro effettuato in modo retrospettivo su un vasto campione di molari superiori trattati si può evincere che l’uso della CBCT ha un impatto statisticamente rilevante sulla possibilità di reperimento delle anatomie accessorie come MB2 e seppure non è consigliata come mezzo diagnostico di routine deve essere considerato un ausilio indispensabile nel raggiungimento del Gold standard in Endodonzia.

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