maggio 2018

Valutazione della qualità e del tempo di preparazione di cavità retrograde in canali radicolari otturati con le tecniche GuttaCore e di condensazione laterale a freddo.

Endal U, Shen Y, Ma J, Yang Y, Haapasalo M.
 J Endod 2017 in press; DOI: 10.1016/j.joen.2017.11.023

 

La caratteristica principale delle tecniche di otturazione canalare denominate “carrier based”, che sfruttano la presenza di un corpo solido rivestito di guttaperca che viene termoplasticizzata extraoralmente in appositi dispositivi e quindi introdotta nel canale, è rappresentata dalla capacità del materiale di penetrare, i delta apicali, i canali laterali, gli istmi e tutte le possibili irregolarità morfologiche dei canali radicolari.

L’esperienza clinica maturata nell’uso ventennale di queste metodiche ha suscitato, tuttavia, anche qualche preoccupazione legata al rischio di overfilling, e alla difficoltà nella preparazione del post space, nonché nel ritrattamento e nella preparazione di cavità retrograde nell’apicectomia in virtù della presenza del carrier. Infatti, per quanto in letteratura non esistano ancora specifici studi che ne diano conferma, rimuovere durante un intervento di chirurgia endodontica il carrier in plastica con punte ultrasoniche per cavità retrograde può comportare maggiori difficoltà e tempi di preprazione rispetto alle altre tecniche di otturazione canalare basate sull’utilizzo della sola guttapercha.

A questo proposito, nella metodica GuttaCore (Dentsply Tulsa Dental Specialties) che può essere considerata l’avoluzione della metodica storicamwnte più utilizzata Thermafil, è stato sostituito il carrier in plastica con uno in guttaperca cross-linked proprio per facilitarne il ritrattamento ed avere una massa unica di guttapercha costituente il materiale da riempimento endodontico.

Lo scopo dello studio qui analizzato è quello di misurare il tempo necessario per la preparazione di cavità retrograde, confrontando due tecniche di otturazione canalare (GuttaCore e condensazione laterale a freddo), unitamente alla qualità della preparazione stessa, proprio perché nelle procedure chirurgiche apicali lo step di rimozione del materiale risulta di fondamentale importanza per stabilire poi il sigillo apicale.

È stato utilizzato un campione costituito dai canali distobuccali e palatini di 24 molari mascellari, otturati in modo random con una delle due tecniche. Dopo 2 mesi è stata poi effettuata l’apice-ctomia a 3 mm dall’apice radicolare e la successiva preparazione cavitaria con punte ultrasoniche ad una profondita di ulteriori  3 mm così come ormai accettato come gold standard. È stato, quindi, registrato il tempo necessario ad eseguire la preparazione e i campioni sono poi stati esaminati con  micro-TC. Non sono state rilevate differenze statisticamente significative nel tempo di preparazione retrograda fra i canali disto-buccali e i palatini, ed inoltre è stato osservato che il tempo richiesto per la rimozione del materiale nel gruppo GuttaCore era inferiore al gruppo di condensazione laterale a freddo (P < .05), in particolar modo nei canali palatini, quindi quelli con diametri trasversi maggiori. Il vantaggio della metodica GuttaCore è legato alla fragilità del core di guttaperca che, sottoposto alla vibrazione delle punte ultrasoniche, va incontro alla rottura dei legami molecolari del polimero di cui è costituito, e quindi a disgregazione, dando così alla punta ultrasonica una via più rapida di percorribilità.  

La micro-TC non ha rilevato differenze fra le due tecniche di otturazione nella formazione di micro-crack o danni nella dentina circostante dopo la preparazione delle cavità retrograde.

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