Novembre 2011

Studio della morfologia apicale delle radici palatali di molari superiori usando la tomografia micro-computerizzata.

La morfologia del terzo apicale del sistema canalare è complesso, è un area critica da pulire, sagomare e sigillare. In passato sono state utilizzate diverse tecniche per lo studio dell’ apice radicolare, con microscopio elettronico e microscopio a diffrazione(?).

Tuttavia queste metodologie di studio offrono solo una visione bidimensionale e quindi una rappresentazione non accurata, perciò la tomografia micro-computerizzata, garantendo una ricostruzione 3D, permette di avere un immagine non alterata della costrizione apicale.

Nel 1955 Kuttler introdusse il concetto di costrizione apicale identificandolo nel punto più vicino al forame apicale con il diametro minore. Questa costrizione è stata identificata come il punto da pulire,sagomare e sigillare. Tuttavia la presenza di una costrizione, in tutti i canali radicolari, è da dimostrare in quanto alcuni studi hanno dimostrato come ci sia sempre una riduzione di diametro a livello del terzo apicale ma non al punto da rappresentare una costrizione.

Obiettivo

Lo scopo dello studio è di utilizzare la tomografia micro-computerizzata per studiare la morfologia apicale delle radici palatali dei molari mascellari. La ricostruzione 3D permette lo studio di queste zone di costrizione.

Materiali e metodi

Sono stati usati 40 primi e secondi molari superiori estratti. Sono stati immersi in ipoclorito di sodio 6% (30 minuti) per essere disinfettati. Le radici palatali sono state sezionate circa a 10mm dall’ apice con un disco di separazione diamantato.

Dopo ogni scansione con micro CT, tutte le singole scansioni sono state ritagliate usando Matlab e successivamente ricostruite in 3D usando Analyze e Image J. Tramite le ricostruzioni a computer le scansioni delle radici sono state rese trasparenti per facilitarne lo studio.

Valutazioni

5 Endodonzisti sono stati interpellati per analizzare l’ anatomia del terzo apicale delle radici e li hanno distinti in 5 differenti categorie: singola costrizione, costrizione affusolata (tapering), apice che si allarga (flaring), apice parallelo, apice a delta.

Risultati

Gli studi hanno mostrato i seguenti risultati: il 65% degli apici analizzati non presentava costrizioni mentre il 35% presentava una singola costrizione o una affusolata. In particolare le percentuali dei dati analizzati sono: apice parallelo (35%), singola costrizione (19%), apice flaring (18%), costrizione tapering (15%) e apice a delta (12%).

Discussione

Il dato più interessante è il 65% dei canali che non presenta una costrizione. Di importante rilevanza è anche la tipologia di costrizioni quando presenti.

Un vantaggio rispetto alle vecchie metodologie di studio è rappresentato dall’ utilizzo della CBCT che ha permesso di studiare la morfologia del canale a 360 gradi.

Sebbene non era lo scopo dello studio si è osservato la deviazione dell’ apice reale dall’ apice radiografico e che studiando il canale a 360 gradi la sua forma varia (ovale, otto, irregolare).

I risultati dello studio indicano la vera natura della morfologia della costrizione del canale; perciò se si prova ad individuare la lunghezza di lavoro manualmente di rischia di incorrere in una sovrapreparazione o sottopreparazione.

Questo studio ha dimostrato come la scansione micro CT può essere molto utile per la valutazione della costrizione apicale.

Conclusioni

I risultati hanno mostrato come l’ anatomia del canale apicale può variare. Nella maggior parte dei casi la costrizione non era presente.

Quindi , assumendo sia vero anche per altri gruppi di denti, la costrizione apicale non dovrebbe essere usata come rilievo anatomico per la preparazione e l ‘ otturazione del canale.

Apical Morphology of the Palatal Roots of Maxillary Molarsby Using Micro–Computed Tomography

Lindsey Meder-Cowherd, DDS, Anne E. Williamson, DDS, MS, William T. Johnson, DDS, MS,Dragos Vasilescu, MS, Richard Walton, DMD, MS, and Fang Qian, PhD

Abstract
Introduction: The apical constriction (AC) has been
a traditional landmark as an end point of canal preparation
and obturation. However, the morphology and incidence
of this structure have not been definitively
determined. The purpose of this study was to determine
these factors by using a noninvasive technology, micro–
computed tomography. Methods: Forty extracted
maxillary molar palatal roots were separated and
mounted. Each root was scanned with micro–computed
tomography. Slices from the scan were computer reconstructed
by using special software. This rendered each
root three-dimensionally ‘‘transparent.’’ Roots were
rotated, and the apical canal region was selected. In 2
sessions, trained evaluators identified the AC as to (1)
presence (single and tapered) or (2) absence (flaring,
parallel, and delta). Evaluator agreement was assessed
by Cohen’s kappa. Descriptive frequencies were determined
for apical constriction presence and morphology.
Results: Interagreement and intra-agreement of evaluators
were good. In regard to frequency of occurrence,
most (65%) canals did not demonstrate an AC. The
morphology, in order of most to least, was parallel
35%, single 19%, flaring 18%, tapering 15%, and delta
12%. Conclusions: From the noninvasive evaluation of
our sample it was concluded that an AC was usually not
present and that this apical canal region was variable. If
this is true with other tooth groups, the AC should not be
used as an anatomical marker for preparation and obturation.
(J Endod 2011;37:1162–1165)
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