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    Ottobre 2025

    Root canal length changes during mechanical preparation due to different cervical enlargement patterns

    E’ comune esperienza clinica notare come, durante le fasi di un trattamento endodontico, la lunghezza di lavoro possa subire delle lievi variazioni, spesso accorciandosi. Questa riduzione è stata associata alla rimozione delle interferenze dentinali in seguito alla preparazione meccanica del terzo coronale del canale radicolare. D’altra parte, la rimozione delle interferenze coronali è uno step fondamentale della fase di strumentazione in quanto riduce l’incidenza alla frattura degli strumenti, favorisce la detersione delle porzioni più apicali e limita la quantità di detriti che possano eventualmente essere spinti oltre apice. Alla luce dell’importanza di una corretta determinazione della lunghezza di lavoro e della fin troppo abbondante gamma di strumenti disponibili in commercio, gli autori di questo articolo hanno voluto indagare come strumenti con caratteristiche diverse nel terzo coronale (Hyflex EDM (HF), Mtwo (M2) e Reciproc Blue (RB) possano influenzare la variazione della lunghezza di lavoro durante la strumentazione. Il sistema HF prevede uno strumento specifico (#25/.12) per la preparazione del terzo cervicale. RB sagoma il canale con un singolo strumento con conicità regressiva al fine di limitare la rimozione di dentina cervicale, mentre gli M2 non sono progettati per favorire un allargamento cervicale del canale.

    Lo studio è stato condotto su canali mesiali di molari inferiori. Dopo l’accesso camerale, l’iniziale lunghezza di lavoro (RL1) è stata misurata con un file #10 nel momento in cui la punta fosse visibile a livello del forame apicale. La lunghezza di lavoro è stata poi ancora misurata dopo la preparazione del terzo coronale (RL2) ed infine dopo la preparazione del tratto apicale (RL3).

    Tutti i sistemi testati hanno condotto a variazioni  della RL1 per valori medi che vanno dallo 0.48 degli M2 agli 0.65 dei RB (Fig.1). Per ogni sistema di strumentazione si sono registrate differenze significative fra la lunghezza di lavoro iniziale e quella misurata al termine dello shaping. L’analisi statistica non ha però registrato differenze significative fra gli strumenti in esame nè dopo il flaring coronale, nè al termine della preparazione.

    I risultati di questo studio suggeriscono come ogni sistema di strumentazione possa condurre ad una riduzione della lunghezza di lavoro iniziale. L’accento viene posto sul bisogno costante di misurare la lunghezza di lavoro al termine di ogni fase che compone lo shaping: oltre alla prima misura presa dopo l’apertura della camera pulpare è importante prendere una seconda misura al termine della preparazione del terzo cervicale (dopo il 25/.12 per gli HF, dopo che il #25/.08 raggiunga i 2/3 della RL1 e dopo il #10/.04 e #15/.05 per il sistema M2) ed infine una terza ed ultima misurazione al termine dello shaping. Queste accortezze cliniche contribuiscono a ridurre il rischio di sovrastruentazioni e overfilling del canale radicolare, aumentando dunque le percerntuali di successo di una terapia endodontica.

    Link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35703706/

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